Spettacolo fatto.
Teatro finito.
Mi sono divertita.
Ci devo ancora pensare un po' su.
Passo la mattina a stirare i miei costumi per stasera.
Mi sveglio sussurrando la prima battuta:
"Ebbene, Praddy, se aveto dovuto aspettare la colpa è soltanto vostra..."
Adesso metto in una borsa tutti gli oggetti di scena, in ordine.
Poi mangio molte proteine e poi mi riposo.
Un po' di medicine in tasca e via.
Sono pronta, ce la farò.
Mando un sms ad Agnese stamattina:
"Volevo dirti una cosa: ogni volta che proviamo insieme, a un certo punto vedo una luce speciale nei tuoi occhi e mi accorgo che mi stai ascoltando davvero, e allora sento che veramente vale la pena mettercela tutta. E' bello lavorare con te".
Agnese risponde:
"Grazie tantissimo per quello che mi hai detto ed è una cosa reciproca a vedere come senti le cose tu in scena rendi a me più facile tutto il lavoro, grazie".
Ieri nel ruolo di Tecnico delle luci, Tecnico del suono, Addetto alla macchina del fumo.
Spettacolo: Von Kleist, Caterina di Heilbronn.
Anche con la febbriciattola è tanto bello essere lì, ascoltare e sbirciare lo spettacolo dietro le quinte, essere di aiuto e di conforto agli attori, invidiarli e osservarli.
A me il teatro piace, non c'è niente da fare.
Una volta, anni e anni fa, avevo problemi con il direttore del teatro per cui lavoravo, che non mi pagava. Andai al sindacato per chiedere aiuto e il tipo mi disse:
"Tanto voi lavoratori del teatro siete tutti così: vi piace poter dire che lavorate per il teatro. Magari passate la giornata a spalare la merda degli elefanti, però siete felici di poter dire che lavorate nel teatro".
Sì, un po' aveva ragione.
(Anche gli elefanti sono contagiosi)
Oggi un po' di febbre.
Domani la prova generale.
Olé.
(Viva gli antibiotici)
Oggi ho una prova importante, tra poco meno di un'ora.
Devo essere brava.
Voglio essere brava.
Coraggiosa, forte, concentrata, spregiudicata.
Presente, sempre.
Mi piacerebbe lavorare in teatro otto ore al giorno, almeno.
Che fosse un luogo di studio, di lavoro, di vita.
Ci starei sempre, ecco.
Come in una bolla.
Come mi piace!
Giovanni dice che lo spettacolo funziona, che siamo bravi, che tutto gira bene.
Dobbiamo lavorare ancora un poco sul ritmo.
A me ha detto "brava" tante volte.
Forse perché mi vuole bene.
C'è qualcosa negli occhi di Agnese.
Qualcosa che improvvisamente mentre parlo comincia a brillare.
E mi accorgo che le cose cominciano a funzionare.
Posso farle funzionare meglio.
E' bello lavorare con davanti questi occhi, sì.
Oggi alle cinque cominciamo la prima prova IN TEATRO.
Siamo d'accordo che sarà come una generale.
"Con tutti i crismi", dice Giovanni.
Sono un po' emozionata. Ormai manca poco.