Altroché, qui c'è da prendere, partire, arrivare e fare la lezione due.
Oggi sto dall'altra parte delle barricate.
Programma:
- esercizi di respirazione
- esercizi di fonazione
- giochi (essì, ci vogliono i giochi)
- tempo e ritmo
- occhi, sguardo, il punto in movimento
Un'ora e mezza, passa veloce veloce.-
Bellissimo stare chiusa nella stanzetta per quattro ore e uscire con un enorme sorriso.
Come se fossi uscita da un bacnhetto luculliano, così mi sento.
Perché si legge, si pensa, si discute di Medea, amore e morte, così estremo.
E sento già le lacrime lì, pronte alla commozione.
C'è il progetto di lavorare sulle eroine tragiche.
E partire da Medea - ragazzi! - è strepitoso.
Poi esercizi di voce, tecnica, molta tecnica si fa.
E poi esercizi ancora tecnici: recitar cantando.
Che bello, che bello, che bello.
Lotto con l'onda di D'Annunzio da imparare a memoria.
Non studio abbastanza, non memorizzo abbastanza, non lo faccio con sufficiente intelligenza.
Per futilissimi motivi questa notte non ho dormito e mi sono svegliata di umor nero, con senso di sconfitta, tristezza e amarezza.
Invece che andare a fare shopping, mi sono messa a studiare.
Ho letto un capitolo di Stanislavskij, La mia vita nell'arte,
sono andata a ricercare delle notizie su Tommaso Salvini dall'Antologia del grande attore,
ho cominciato a mandare a memoria alcuni versi dell'Onda di d'Annunzio,
ho fatto esercizi di canto, scaricandomi testo e musica di una canzone popolare,
ho scritto al mio maestro, aggiornandolo sul mio lavoro,
ho finito di riempire un quaderno di appunti teatrali e ne ho inaugurato uno nuovo.
Lentamente ogni cosa ritorna al suo posto, in ordine, luminosa.
Il teatro.-
Prima lezione del corso di teatro.
Quattro uomini e sette donne.
Sembra un bel gruppo, vivace, disponibile, entusiasta.
Si chiacchiera, si respira, si dice "m" e si dice "a", si gioca a zip zap boing, si fa lo specchio.
E ridono, mioddìo quanto ridono quando gli chiedo di guardarsi negli occhi.-
Uscendo dalla seconda lezione con il mio Maestro ho quasi gridato:
"Che goduria imparare!"
Domani però sono dall'altra parte, e insegno.
Accidenti, mi diverto molto meno.
Oggi alle sette riunione di presentazione dei nuovi corsi di teatro.
Io devo presentare il corso, io insieme al mio maestro, che ne teniamo due, di corsi, uno per uno.
E ogni anno è un momento che odio, questo, che non so mai che dire né come dirlo.
E mi si impasta la lingua e non trovo le parole, accidenti.
E poi mi domandano sempre: "Ma che metodo usate?" e io non so come definire questo metodo fatto di tante cose imparate e passate e trasferite e modificate e mediate e rinnovate.
Vabbe'.
Ieri la prima lezione come allieva, oggi il primo incontro come insegnante.
Dare e avere, battere e levare, prendere e lasciare, la vita è così.
Ho ricominciato a studiare, da oggi.
Sono così felice.
Lavoro con un gruppo piccolo, siamo otto.
Bello studio, bel maestro, bei compagni.
Sarà un bellissimo viaggio, io lo so.
Era già successo, succederà ancora e succede adesso.
Il quinto canto dell'inferno, a dirlo a voce alta, scendono le lacrime.
L'inizio è dieci anni fa.
Oggi.