Per fortuna che dopo la lezione numero 11 che ho fatto con la tempra della rammollita (mal di testa, oggi, tutto il giorno, che stress), c'era la lezione di canto.
Ho cantato con gioia, mi ha fatto bene, mi piace.
Voglio cantare, voglio cantare, voglio cantare.
Se non ti metti a studiare, sei una rammollita.
(vediamo se funziona)
Quando non ci sono distrazioni,
quando non ci sono particolari dolori,
quando non c'è troppa paura,
quando si può osare qualche piccola cosa,
quando la luce è buona, la temperatura è giusta, il numero adatto,
ecco, allora sì,
si può lavorare bene, fare una bella lezione,
con soddisfazione di tutti.
"E compresi, cioè sentii..."
Scrive sempre così, Stanislavskij, in La mia vita nell'arte.
Perché finché le cose non si sentono non serve a molto comprenderle.
Bisogna che il nostro corpo le comprenda, o la nostra anima, o qualcuno, insomma, lì dentro di noi, che non sia la mente.
lezione numero 8.
via, di corsa.
a fare una lezione a colori.
vita, via, arrivo!
Ieri ho ricevuto il libro di Olga Signorelli: Eleonora Duse.
Un sacco, proprio un sacco di fotografie.
Bellissimo.
E stamattina ho ordinato da un antiquario di Udine La mia vita nell'arte, di Stanislavskij.
Che emozione, lo cercavo da anni.
Al Centro Anziani dove tante volte sono andata, oggi ho curato una lettura carina:
"Firenze com'era", un libretto leggero fatto di ricordi dei soci del Centro.
Mi sono divertita, ho riso e fatto ridere.
E ridere allunga la vita.
Pensando a Sofocle.
Pensando a Alfieri.
Pensando a me stessa.
Stabilisco che l'ostinazione nello studio sì, ha senso. Solo quella.
E lì mi tuffo, quest'oggi.
"Tutto il resto è silenzio".
Una lezione di canto, ieri, gratis!
Con una maestra bellissima, bravissima, tedeschissima.
E io - che sono arrivata in teatro col magone - son tornata a casa in armonia col mondo e con la vita.
Musica, musica, musica.
Farla, intendo.