così di libro in libro, studiando e leggendo, trovo cose non cercate,
e così, con una penna in mano e un quaderno davanti, scrivo cose non pensate.
così, in questa forma, la mia giornata prende senso,
nonostante me, grazie a me.
Sono giorni di letture alla ricerca del testo su cui lavorare con il corso di teatro.
Di incertezze, di dubbi, di brutti sogni.
Ma anche di scoperte, di stimoli, di desideri.
Scrivo un mail a johanna per ringraziare del bel concerto di ieri.
Risponde subito, grata delle mie parole.
Che persona speciale!
Ci sono cose nuove da imparare: il Maestro che mi propone di partecipare a un nuovo corso di Mimica che si terrà alla scuola con una Maestrissima.
Sono contenta, sono contenta, sono contenta.
E non importa se è faticoso, se è difficile, se non sono brava abbastanza. Non importa perché questa è vita e io sono viva, vivissima e vivace.
Evviva!
Purtroppo succede ancora così, che se provo la scena terza dell'Antigone da sola, a casa, senza nessuno che mi sente, e se provo a sostiuire unnome caro al nome di Polinice, tutto funziona benissimo e mi sciolgo in un mare di lacrime fin dalla prima battuta "Una infelice io sono".
Ma poi in prova, con un pubblico, se pur minimo, tutto è più difficile, ancora oggi, dopo tanti anni di tentativi, di studio, di prove, di ricerche.

Seconda lettura della settimana, al Centro Anziani.
L'effetto della mia voce al microfono mi provoca una specie di "complesso di Adone", che strano.
Ieri: prova per la lettura di venerdì e lezione (come discente).
Oggi: lettura al Centro Anziani e lezione (come docente).
Domani: Appuntamento per la programmazione con il maestro e lezione (discente).
Giovedì: Lezione di canto e lezione (docente)
Venerdì: Lettura al Centro Anziani.
Ehi, ma non sarà eccessivo, considerando che ho anche un altro lavoro?