Due ore seduta o distesa a terra, coro silenzioso delle Troiane.
Cassandra mi ha fatto luccicare gli occhi.
Era un po' gioia, un po' imbarazzo del non saper trattenere l'emozione.
Pensavo, mentre c'ero e la vivevo, a quella dimensione strana, di eccezionalità quotidiana, a come mi sento a mio agio, io, lì, su quelle assi di legno, dove tutto è possibile, dove solo il rifiuto a mostrare il proprio punto fragile è percepito come imbarazzante, dove ogni intimità è condivisa e supportata, dove ogni eccesso è accolto e festeggiato.
Mi piace conoscere quel tipo di normalità sconosciuta ai più. Mi piace pensare che se i più la conoscessero, le cose del mondo sarebbero migliori.
Nell'arte si deve vedere la forza, ma mai lo sforzo.
Dice il maestro.
Dice anche che finalmente comincio a NON accentare tutte le parole e che finalmente mi sono persa il pedale grave solo una volta nella prova della scena dell' Antigone.
la lezione di mimica mi piace tantissimo.
non pensavo che mi avrebbe appassionato così tanto.
le radici, sì.
ancora le radici.
Scrivo a un Grande Maestro.
Ricevo una risposta.
Mi viene in mente di organizzare un laboratorio con lui.
Se ne parla.
Oh sì!
Mi sembrava di non aver letto bene, oggi.
Poi un signore - dopo - ha detto: "Bravi, la signora specialmente" e la signora ero io.
Allora ho pensato che forse non avevo letto male per davvero.
Forse uno di sé non capisce molto.
Almeno io, ecco, ho sempre bisogno di un feedback.