Oggi ho scoperto i nuovi autori si youtube.
E' una cosa da non dimenticare.
C'è quel monologo delle "Troiane" che proprio non capisco com'è, mi sfugge il senso, mi sfugge il modo, ovviamente.
E il regista mi dice: "Prova, Mappi, a farlo come se fosse a metà tra recitato e cantato. Anzi, prova a cantarlo; poi naturalmente non lo faremo cantato, però vedrai che ti darà la dimensione giusta per questo monologo".
Così lì, sul palco, davanti alla sala vuota illuminata, mi metto a cantare. Non conoscendo la melodia, perché la melodia non esiste. E cantando càpita che ascolto la mia voce solo a tratti esitante, che per quanto sottile riesce a riempire la sala, che per quanto improvvisata riesce a trovare un suo senso e ad accordarsi in modo preciso con le parole.
E quest'ascolto dev'essere piacevole anche al regista che dice: "Ok, va bene così. Questo monologo lo canterai. Così com'è va benissimo".
Canterò davanti a una platea piena. Da sola. Sarà la prima volta.
così di libro in libro, studiando e leggendo, trovo cose non cercate,
e così, con una penna in mano e un quaderno davanti, scrivo cose non pensate.
così, in questa forma, la mia giornata prende senso,
nonostante me, grazie a me.
Johanna, la maestra di canto, è strepitosa.
Io non canto bene, ma non è importante.
Il piacere con cui canto, questo sì, è importante.
E l'estrema bellezza del tutto.
Una lezione di canto, ieri, gratis!
Con una maestra bellissima, bravissima, tedeschissima.
E io - che sono arrivata in teatro col magone - son tornata a casa in armonia col mondo e con la vita.
Musica, musica, musica.
Farla, intendo.