Oggi ho scoperto i nuovi autori si youtube.
E' una cosa da non dimenticare.
La difficoltà di conciliare l'impulso interiore con la tecnica.
Il considerare la voce come una vibrazione dell'aria intorno anziché come vibrazione delle corde vocali.
Il concentrarsi sulla danza della lingua come impulso mimico, unica verità possibile per la generazione della parola.
Il tentativo di dimenticare la laringe e focalizzarsi sul rapporto esistente tra diaframma e velo del palato.
IL VELO DEL PALATO, accidenti. più di ogni cosa.
La lettura delle prime battute della Medea.
Bellissimo stare chiusa nella stanzetta per quattro ore e uscire con un enorme sorriso.
Come se fossi uscita da un bacnhetto luculliano, così mi sento.
Perché si legge, si pensa, si discute di Medea, amore e morte, così estremo.
E sento già le lacrime lì, pronte alla commozione.
C'è il progetto di lavorare sulle eroine tragiche.
E partire da Medea - ragazzi! - è strepitoso.
Poi esercizi di voce, tecnica, molta tecnica si fa.
E poi esercizi ancora tecnici: recitar cantando.
Che bello, che bello, che bello.
"Vieni, o fida Eraclèa, sorge ora appena
l'alba".
Il primo verso della Mirra.
Anche questo inizio, ho imparato.
Leggendolo, suonandolo, scomponendolo secondo la catena di Fibonacci.
La parola, la tecnica, il conflitto.-
Frullano e riflullano le parole di Pietro.
La parola come uno stile di vita.
Già, dopo il respiro, mi dico.
E mi piace.
E la tecnica.
Pietro insiste sulla tecnica.
E' solo la tecnica che possiamo trasmettere come insegnanti, perché all'interno dei vincoli della tecnica, e piegandosi a tali vincoli è possibile cercare gli spazi creativi.
Agire sulla tecnica, perché l'arte è un mistero e per l'arte non si conosce una scuola in grado di crearla.
L'arte è inafferrabile, nasce all'improvviso, per motivi sconosciuti. E' un mistero, come la vita.
Possiamo solo - come insegnanti - preparare un terreno di preparazione tecnica forte su cui l'arte possa esser libera di crearsi.
Lavorare sulla tecnica.
La tecnica.
La tecnica della voce.
Le regole.
I limiti.
I vincoli.
Le catene.
Le prigioni.
E il conflitto. Pietro mi mette in conflitto, mi chiede di generare e vivere conflitti che sono l'unico modo possibile per crescere.
La parola - La tecnica - il conflitto
Sì, voglio imparare.
Voglio anche essere felice.