Il Colombre di Buzzati è un racconto che da sempre adoro.
Stamattina ho deciso di studiarlo a memoria ed ho imparato la prima pagina. Che in ogni caso è un buon esercizio di tecnica vocale e poi quante cose belle ci si possono fare.
Andare a vedere cose, parlare con persone, ascoltare è sempre fonte di ispirazione.
Oggi ho scoperto i nuovi autori si youtube.
E' una cosa da non dimenticare.
Me ne torno a casa dalla prova con il nome di un grande maestro, che con ogni probabilità avrò il piacere di conoscere e che magari ci potrò anche studiare insieme, con la prospettiva di continuare a studiare anche in estate, con un sacco di riflessioni sul teatro, sulla storia, sull'arte, sullo spirito, sulla vita.
Un gran nebbione, che quando è veramente denso mi sa che significa che comincio a entrarci un po' dentro. Buon segno.
Credevo di andare come tecnico del suono.
Mi son ritrovata con un copione in mano a provare due o tre parti.
Il teatro - come la vita - offre sempre sorprese.
Goethe, Il Faust. Come dire: quisquilie.
FATTO
Ieri sera a casa mia qualcuno ha deciso di farsi un caffè. Questo qualcuno è stato bravo, perché ha trovato da solo la caffettiera e il caffè, ha capito come accendere il fornello, ha trovato lo zucchero speciale che viene da Mauritius, speciale per il caffè.
Qualcuno poi, evidentemente ha deciso di fare un secondo caffè. Allora c'è da svuotare la caffettiera e gettare via il fondo vecchio. Ecco, appunto.
ANTEFATTO
Nella mia cucina, sotto il lavello c'è uno sportello e se si apre questo sportello c'è un secchio della spazzatura che però io non uso come secchio della spazzatura; è il deposito dei sacchetti di plastica. Certo, lo so solo io. Gli ospiti pensano sempre che sia un secchio della spazzatura e più volte mi ci hanno buttato rifiuti dentro.
Ho imprecato un poco, qualche volta, poi l'ho ripulito tutto per bene. Così, un po' di tempo fa, ho deciso di mettere una cartello sul sacchetto dei sacchetti. C'è un cartello grande su cui è scritto in caratteri grandi e molto colorati: "QUESTO NON è UN SECCHIO DELLA SPAZZATURA, è SOLO IL SACCHETTO DOVE TENGO I SACCHETTI". Poi c'è una citazione da Magritte, che fa un po' figo.
MISFATTO
Quel qualcuno ieri ha vuotato il fondo del caffè dentro il suddetto sacchetto sotto il lavello anziché nella pattumiera. E dire che la pattumiera è ben in vista, raggiungibile e disponibile senza che si debba aprire alcuno sportello. Eppure il sacchetto dei sacchetti è più forte di tutto, il cartello non è servito, la pattumiera neppure.
MORALE
Niente di grave. Non mi arrabbio ma anzi mi fa piacere riflettere su questa cosa, che nel lavoro dell'attore è tanto importante. BISOGNA SAPER VEDERE. Prima di tutto l'attore deve saper vedere e ascoltare. Dopo, solo dopo, può sperare di preparare un caffè senza commettere errori.
A partire dagli elementi primari: la terra, l'acqua, l'aria, il fuoco.
Non sarà la separazione dagli elementi il nostro peccato originale?
Scrivo a un Grande Maestro.
Ricevo una risposta.
Mi viene in mente di organizzare un laboratorio con lui.
Se ne parla.
Oh sì!
L'attore è come una radice?
Come la terra in cui la radice penetra?
Non so, ma essere radice per qualche minuto è stato strepitoso.
Io - piano - imparo
e sempre sbaglio:
un po' mi annodo
e un po' mi sciolgo.