Il Colombre di Buzzati è un racconto che da sempre adoro.
Stamattina ho deciso di studiarlo a memoria ed ho imparato la prima pagina. Che in ogni caso è un buon esercizio di tecnica vocale e poi quante cose belle ci si possono fare.
Andare a vedere cose, parlare con persone, ascoltare è sempre fonte di ispirazione.
Nell'arte si deve vedere la forza, ma mai lo sforzo.
Dice il maestro.
Dice anche che finalmente comincio a NON accentare tutte le parole e che finalmente mi sono persa il pedale grave solo una volta nella prova della scena dell' Antigone.
La difficoltà di conciliare l'impulso interiore con la tecnica.
Il considerare la voce come una vibrazione dell'aria intorno anziché come vibrazione delle corde vocali.
Il concentrarsi sulla danza della lingua come impulso mimico, unica verità possibile per la generazione della parola.
Il tentativo di dimenticare la laringe e focalizzarsi sul rapporto esistente tra diaframma e velo del palato.
IL VELO DEL PALATO, accidenti. più di ogni cosa.
La lettura delle prime battute della Medea.
Bellissimo stare chiusa nella stanzetta per quattro ore e uscire con un enorme sorriso.
Come se fossi uscita da un bacnhetto luculliano, così mi sento.
Perché si legge, si pensa, si discute di Medea, amore e morte, così estremo.
E sento già le lacrime lì, pronte alla commozione.
C'è il progetto di lavorare sulle eroine tragiche.
E partire da Medea - ragazzi! - è strepitoso.
Poi esercizi di voce, tecnica, molta tecnica si fa.
E poi esercizi ancora tecnici: recitar cantando.
Che bello, che bello, che bello.
Dante: il canto secondo è ok. L'ho ripetuto tutto due volte. Ce l'ho, è mio.
Memoria: Capitolo dodicesimo letto (conflitti fra memoria bruniana e memoria ramista)
Corpore sano: sono pronta per andare a correre e fare stretching con Nick, un'ora (che palle)
al parco con nicola, ieri, tra corsa, tonificazione e stretching siamo andati avanti un'ora.
dante, poi, credevo di aver completato il primo canto, invece mi accorgo che gli ultimi versi non li so.
la memoria è lì, abbandonata, sul comodino, come il libro.
oggi è un buon giorno per riprendere ad esercitare la disciplina.-
dante, inferno, canto II, fino al verso 126 a memoria.
evvai che manca poco!
arte della memoria, capitolo undici, in lettura.
evvai che con un ultimo sforzo ce la faccio a finire anche questo capitolo.
Dante: inferno, canto II, a memoria fino al verso 126.
Arte della memoria: letto il capitolo dieci, Pietro Ramo.
Oggi con un po' di affanno.-
inferno, canto secondo, fino al verso 120, a memoria.
non perdo un colpo e questo mi dà una grinta fenomenale.
inferno, canto secondo, fino al verso 114 a memoria.
ce la faccio, tengo il ritmo, sono pronta.-