Il Colombre di Buzzati è un racconto che da sempre adoro.
Stamattina ho deciso di studiarlo a memoria ed ho imparato la prima pagina. Che in ogni caso è un buon esercizio di tecnica vocale e poi quante cose belle ci si possono fare.
Andare a vedere cose, parlare con persone, ascoltare è sempre fonte di ispirazione.
Finito di leggere questo testo penso che presenta il vantaggio di avere molti personaggi femminili, vivaci e divertenti. La trama è veramente esile e il testo è in versi, cosa che crea qualche difficoltà, correndo il rischio di entrare in un'odiosa cantilena. Mi rimane la voglia di capire perché fino ad età così tarda c'era la moda di scrivere in versi. E naturalmente il desiderio di vedere quest'opera messa in scena da una grande compagnia, per vedere che cosa ne potrebbe uscire fuori. Il tema è carino, sull'ipocrisia di una certa cultura, che cultura non è ma è solo nozionismo e vacuo sfoggio. Mi lascia un po' perplessa poi - e vabbè, dal 1672 non si può pretendere tutto - una certa misoginìa, soprattutto verso le donne intellettuali è volta la critica, che le vere donne dovrebbero accontentarsi di accudire il marito e la famiglia. Eeeeh. Però certo alcune situazioni e alcuni personaggi sono divertenti. Ci sapeva fare, questo Molère!
Molière.
Per oggi Molière è in testa.
Studio, sì studio per capodanno.
Che sia di buon auspicio.
Sono giorni di letture alla ricerca del testo su cui lavorare con il corso di teatro.
Di incertezze, di dubbi, di brutti sogni.
Ma anche di scoperte, di stimoli, di desideri.
Leggo gli appunti di Adelaide Ristori sulla Mirra di Alfieri.
Mirra è innamorata di suo padre.
Mi sembra una metafora bellissima della amoralità dell'amore.
Sa con assoluta certezza e chiarezza che non deve amare; eppure ama.
E' bellissimo.
"Vieni, o fida Eraclèa, sorge ora appena
l'alba".
Il primo verso della Mirra.
Anche questo inizio, ho imparato.
Leggendolo, suonandolo, scomponendolo secondo la catena di Fibonacci.
Il teatro e lo spirito.
Dello spirituale nell'arte, Kandinskij.
Il punto in movimento, Peter Brook.
E la rinuncia a se stessi.
E Jouvet, Ascolta, amico.
Un mucchio di roba.
Voglio imparare imparare imparare.
Poliziano, Orfeo.
Il mito di Orfeo.
Interessantissimo.
Si volta indietro per vedere Euridice e la perde per sempre.
Sopraffino.
Voglio tutto, voglio tutto.