Il Colombre di Buzzati è un racconto che da sempre adoro.
Stamattina ho deciso di studiarlo a memoria ed ho imparato la prima pagina. Che in ogni caso è un buon esercizio di tecnica vocale e poi quante cose belle ci si possono fare.
Andare a vedere cose, parlare con persone, ascoltare è sempre fonte di ispirazione.
Oggi ho scoperto i nuovi autori si youtube.
E' una cosa da non dimenticare.
Continua l'abbassametno di voce. Ora ci ho aggiunto tosse secca, laringe in fiamme e da oggi un nuovo antibiotico.
Mannaggia.
Accidenti.
Maledizione.
Uffa.
A parte che ero quasi afona e per questo avevo un'angoscia micidiale anche a dover pronunciare solo poche battute.
A parte che quelle poche che avevo, ho avuto dei vuoti di memoria strepitosi e sono ancora tutta scombussolata.
A parte che dovevo fare anche il tecnico del suono e con la tunica e col mantello era disagevole.
A parte che dovevo anche fare la suggeritrice.
A parte che di fare la strappabiglietti, almeno per oggi mi sono rifiutata.
A parte che Giasone di è rotto un dito a metà della prima scena e per tutto il resto del tempo era distrutto.
A parte tutto, Medea è stata strepitosa.
Johanna, la maestra di canto, è strepitosa.
Io non canto bene, ma non è importante.
Il piacere con cui canto, questo sì, è importante.
E l'estrema bellezza del tutto.
Bellissimo stare chiusa nella stanzetta per quattro ore e uscire con un enorme sorriso.
Come se fossi uscita da un bacnhetto luculliano, così mi sento.
Perché si legge, si pensa, si discute di Medea, amore e morte, così estremo.
E sento già le lacrime lì, pronte alla commozione.
C'è il progetto di lavorare sulle eroine tragiche.
E partire da Medea - ragazzi! - è strepitoso.
Poi esercizi di voce, tecnica, molta tecnica si fa.
E poi esercizi ancora tecnici: recitar cantando.
Che bello, che bello, che bello.
Le consonanti sono i piedi.
Le vocali sono il passo.

Piena di gratitudine, ecco come mi sento
dopo una settimana di studio con
Yves Lebreton.
Dante: il canto secondo è ok. L'ho ripetuto tutto due volte. Ce l'ho, è mio.
Memoria: Capitolo dodicesimo letto (conflitti fra memoria bruniana e memoria ramista)
Corpore sano: sono pronta per andare a correre e fare stretching con Nick, un'ora (che palle)